Automazione per l’industria alimentare

Buono non basta. Va dimostrato.

Per chi produce pasta, prodotti da forno, latte e bevande: l’automazione dal silo al pallet, lavaggi compresi, con i dati di ogni lotto pronti per chi li chiede.

Cosa cambia nell’alimentare

Qui la linea si ferma apposta. Per lavarsi e cambiare formato.

Una linea alimentare passa una parte del turno senza produrre: si lava, cambia formato, aspetta che forno o pastorizzatore tornino a regime. È lì che si perde tempo e si sbaglia: una valvola rimasta aperta, la ricetta del formato precedente, un lavaggio accorciato per ripartire. Il controllo serve in quei momenti quanto in produzione.

È il lavoro che facciamo dal 1996: schemi elettrici, quadri, software PLC e HMI, collaudo e avviamento. Nell’alimentare abbiamo lavorato su linee di pasta e prodotti da forno, di latte e derivati, di bevande: dal dosaggio delle materie prime al fine linea. Ci chiamano gli stabilimenti, quando una linea va rinnovata, e i costruttori di macchine, quando serve chi faccia l’elettrico e il software.

La testa di una pressa per pasta: la ghiera d’acciaio inox, con la flangia e i tiranti, stringe la trafila di bronzo; dai fori scendono gli spaghetti, che in basso si piegano e si posano tutti dallo stesso lato.

Dal silo al pallet

Prima si misura. Poi resta scritto.

  1. Materie prime · Dosaggio

    Si dosa a peso, si registra per lotto.

    Silos su celle di carico, trasporto pneumatico, setaccio di sicurezza, bilance a tramoggia. Farine e semole si dosano a peso, l’acqua a litri e a temperatura. Ogni pesata resta legata al lotto della materia prima. In zona polveri, componenti e cassette seguono la classificazione.

    Primo piano dall’alto: le punte di alcuni spaghetti posati sul piano, con la superficie ruvida lasciata dalla trafila di bronzo.
  2. L’impasto · Pressa e trafila

    Pressione e temperatura, prima della trafila.

    Semola e acqua dosate in rapporto, vuoto in vasca, giri della vite. La pressione in testata si legge in continuo: oltre la massima la vite si ferma. Cilindro e testata sono termoregolati ad acqua, per tenere l’impasto sotto i 50 °C.

    Primo piano della trafila di bronzo vista da sotto: dai fori escono i primi centimetri di spaghetti.
  3. L’aria · Essiccatoio e forno

    Temperatura e umidità, zona per zona.

    Nell’essiccatoio ogni zona ha temperatura e umidità sue, e ogni formato il suo diagramma. Nel forno a tunnel cielo e platea si regolano separati; il tempo di cottura è la velocità del nastro. Una fermata a valle blocca il carico, non il nastro.

    Primo piano degli spaghetti: fili paralleli, uno accanto all’altro, che finiscono con le punte libere.
  4. I liquidi · Pastorizzatore

    Sotto temperatura, il prodotto torna indietro.

    A piastre o tubolare: se la temperatura a fine sosta scende sotto soglia, la valvola di deviazione rimanda il prodotto in testa. Temperature, portata e deviazioni restano registrate. Nel tunnel delle bevande, a linea ferma, le zone calde scendono di temperatura per non sovrapastorizzare.

    Primo piano della ghiera d’acciaio inox vista dall’alto: il collo, il cono e la flangia con i tiranti.
  5. I lavaggi · Impianto CIP

    Il tempo conta solo a temperatura.

    Soda, acido, risciacqui: il tempo di ogni fase conta solo con temperatura e conducibilità di ritorno a regime, e con la portata che serve alla turbolenza. Le valvole confermano la posizione: prodotto e soluzione non si incontrano. Ogni lavaggio lascia il suo rapporto.

    Primo piano della trafila di bronzo smontata e appoggiata sul piano: la faccia tornita, con tutti i fori vuoti.
  6. La confezione · Fine linea

    La bilancia corregge la dosatrice.

    La selezionatrice ponderale pesa ogni confezione e corregge la dosatrice sulla media. Metal detector ed espulsore lavorano con la conferma di scarto: se la confezione non arriva nel contenitore, la linea si ferma. Lotto e scadenza si verificano sulla stampa, fino all’etichetta del pallet.

    Primo piano degli spaghetti che si piegano e si distendono sul piano, tutti dallo stesso lato.

Fai un prodotto che qui non compare? Chiedi a un tecnico se è un lavoro per noi.

Nell’alimentare abbiamo lavorato per

Cosa portiamo sulla linea

Schema, quadro, software, avvio. Fatti per reparti che si lavano.

  • Lo schema elettrico

    Ogni sonda ha la sua sigla.

    Valvole di processo con i loro finecorsa, sonde di temperatura e di conducibilità, misuratori di portata, inverter delle pompe: la sigla è la stessa sullo schema, nel quadro e in campo. Chi cerca un guasto a metà lavaggio la trova scritta sul cavo.

  • Il quadro

    In reparto, inox e tetto inclinato.

    In sala quadri basta un armadio verniciato. Dove si lava con la lancia la cassa è in acciaio inox, con il tetto inclinato, guarnizioni e pressacavi scelti per i getti e per i detergenti. Ogni quadro esce dalla nostra officina cablato e provato, con la dichiarazione di conformità CEI EN 61439.

  • Il software PLC e HMI

    Ricette, lavaggi e lotti, un pannello solo.

    Ricette per prodotto e per formato, sequenze di lavaggio, consensi fra produzione e CIP. Sul pannello si vede a che fase è la linea e che cosa manca per partire. A fine turno restano i rapporti di produzione e di lavaggio, con data, ora e lotto.

  • Collaudo e avviamento

    Prima un lavaggio completo, poi il prodotto.

    A Mesero il quadro si accende e si prova con il suo software: ingressi, uscite, sequenze, arresti. In stabilimento si verificano sonde e bilance, si fa girare un lavaggio completo e poi la prima produzione, con il prodotto vero. Restiamo in reparto finché la linea produce da sola.

Domande

Ce le fanno davanti alla linea.

Sette risposte corte. Il resto dipende dalla tua linea.

Pastorizzazione e lavaggi oggi sono registrati su carta. Si può fare in automatico?

Sì. Temperature, portate, deviazioni e fasi di lavaggio si registrano dal PLC con data, ora e lotto, e si stampano o si esportano quando servono. Se il registratore a carta deve restare, resta: i due sistemi lavorano affiancati.

In reparto si lava con acqua calda in pressione. Quadri e pannelli reggono?

Si progettano per quello. In zona di lavaggio vanno casse in acciaio inox, con guarnizioni e pressacavi adatti ai getti e ai detergenti; quello che può stare fuori dal reparto va in sala quadri. Si decide sulla pianta del reparto, prima di costruire.

Il cambio formato ci porta via troppo tempo. Si può accorciare?

La parte che dipende dal controllo, sì. Quando le ricette stanno nel PLC, il formato si richiama dal pannello: velocità, temperature, pesi e tolleranze arrivano insieme. Il pannello elenca le regolazioni manuali ancora da fare, e la linea riparte quando sono confermate.

Ci fermiamo solo per la manutenzione programmata. Il lavoro ci sta dentro?

Sì, se quasi tutto si fa prima. Mentre la linea produce rileviamo i segnali, costruiamo il quadro e proviamo il software a banco, in officina. Nei giorni di fermo si collega, si prova e si riparte. Quanti giorni servono lo diciamo prima di cominciare.

I dati di produzione devono arrivare al gestionale. Lo fate?

Sì. Lotti, pesi, tempi e allarmi si possono consegnare al gestionale o al MES. Che cosa si scambia, e in quale direzione, si concorda con chi gestisce la rete e con la produzione, prima di scrivere il software.

La macchina è di un costruttore estero e il programma è protetto. Potete intervenire?

Dipende da cosa serve. Se il programma si legge, lo si modifica tenendo una copia di com’era. Se è protetto si lavora attorno alla macchina, sui segnali che scambia con la linea, oppure si riscrive il controllo: in quel caso è un revamping, e lo valutiamo insieme. Revamping di macchine e linee

Finito l’avviamento restiamo soli?

No. Per il primo anno l’assistenza è compresa: modifiche al software, pagine del pannello, analisi delle anomalie. Risponde chi ha programmato la tua linea e, dove c’è un collegamento remoto autorizzato, la guarda da Mesero insieme a te.

Da dove si parte

Scrivici prima della fermata. Il grosso si fa a linea accesa.

  1. Cosa produci e su quale linea: pasta, forno, latte, bevande.

  2. Una foto del quadro aperto e del pannello operatore.

  3. La data della prossima fermata, e cosa vuoi trovare cambiato alla ripartenza.

Al modulo puoi allegare foto, schemi e disegni. Li legge un tecnico: la risposta arriva in 1–2 giorni lavorativi.