Automazione per packaging e imballaggio

La bobina finisce. La linea no.

Dal film alla confezione sul bancale: schemi elettrici, quadri e programmi che tengono tiro, registro e temperatura di saldatura anche quando cambia la bobina o il formato.

Il tubo formatore di una confezionatrice verticale: il film argentato scende dal rullo, si avvolge sul collare d’acciaio e diventa un tubo; ai lati le cinghie di trascinamento, davanti il saldatore verticale, sotto le ganasce con la busta a cuscino appena chiusa.

In reparto

Ogni bobina è un po’ diversa. La confezione non può esserlo.

Spessore, passo della stampa, scorrevolezza: il film cambia da una bobina all’altra, e si allunga con il tiro e con il caldo. Per questo una linea di imballaggio non si regola una volta per tutte: misura. Il tiro con ballerini e celle di carico, la posizione della stampa con la tacca, la temperatura con una sonda per ogni barra saldante.

Questo lavoro lo facciamo lungo tutta la filiera: dove il materiale nasce (film, etichette, sleeve), sulle confezionatrici, sul controllo con scarto, sul fine linea. Disegniamo lo schema, costruiamo il quadro, scriviamo il programma e avviamo la macchina con il film vero.

Le macchine

Dove ogni macchina è delicata. Dall’estrusore al fasciapallet.

Film · Estrusione in bolla

Lo spessore nasce fra dosatore e traino.

Il dosatore gravimetrico dà i chili all’ora, il traino i metri al minuto: il peso al metro che ne esce corregge i giri della vite. L’anello automatico corregge il profilo, l’IBC tiene la larghezza della bolla. In fondo, l’avvolgitore cambia bobina a linea in marcia.

Primo piano delle cinghie di trascinamento: la cinghia nera fra due pulegge d’alluminio, premuta sul tubo di film argentato; in alto lo svaso del collare.

Stampa · Flexo e rotocalco

Il registro è una fase fra motori.

Senza albero meccanico ogni cilindro ha il suo motore: i sensori leggono le marche di registro e il controllo corregge la fase. Il tiro si regola con ballerini o celle di carico, gruppo per gruppo. Sul bordo si stampa la tacca che leggerà la confezionatrice.

Primo piano della tacca di registro: un rettangolo nero stampato sul film argentato di una busta, vicino alla saldatura zigrinata.

Bobine figlie · Taglierina

La durezza della bobina si programma.

In svolgitura il ballerino tiene il tiro, il guidanastro segue il bordo. In avvolgitura il tiro scala con il diametro e il rullo pressore dosa il carico: niente effetto telescopio. Sugli sleeve conta la saldatura del tubolare; sulle etichette, la fustella a registro.

Primo piano del rullo di rinvio: la testa del cilindro d’alluminio con il suo albero e il film argentato che gli gira sopra; sul bordo del film una tacca di registro nera.

Busta · Confezionatrice

La tacca decide dove si taglia.

La fotocellula legge la tacca e corregge la lunghezza tirata dalle cinghie: il taglio cade sempre nello stesso punto della stampa. Traino e ganasce lavorano in camma elettronica; temperatura e tempo di saldatura stanno in ricetta. La pesatrice scarica su richiesta della macchina.

Primo piano della bocca del tubo formatore vista dall’alto: il film piatto arriva al collare d’acciaio e gli si avvolge attorno; al centro l’interno del tubo.

Controllo · Peso e metalli

Lo scarto arriva un metro dopo la lettura.

Controllo peso, metal detector, telecamera: ognuno ha la sua distanza dall’espulsore. Il PLC segue la confezione con l’encoder del nastro ed espelle quella giusta anche mentre la velocità cambia. Scarto non confermato o cassetta piena: linea ferma, con il motivo sul pannello.

Primo piano della busta a cuscino finita, da sola: film argentato gonfio, le due saldature zigrinate alle estremità, la tacca nera vicino al bordo.

Fine linea · Pallettizzatore

Un bancale fermo ferma tutta la linea.

Incartonatrice, pallettizzatore, fasciapallet: i nastri di accumulo danno il tempo di cambiare bancale o bobina senza fermare chi sta a monte. Schema di pallettizzazione e giri di fasciatura cambiano con il formato, da pannello. Sul varco d’uscita barriere con muting, sul bancale l’etichetta logistica.

Primo piano delle ganasce saldanti chiuse: due barre d’acciaio accostate, portate da due traverse d’alluminio che scorrono su due tondi di guida cromati.

Termoformatrice, astucciatrice, etichettatrice, fardellatrice: se la tua macchina qui manca, scrivici com’è fatta.

Dal materiale alla confezione: ci hanno scelto

Da dove parti

Tre modi di cominciare. Scegli quello che ti riguarda.

  • Si parte dal foglio bianco

    Linea o macchina nuova

    Una confezionatrice con la sua pesatrice, una taglierina, un’isola di pallettizzazione. Si comincia da quello che deve fare: formati, cadenza, cosa succede a ogni cambio. Poi vengono lo schema, il quadro costruito in officina, il software e l’avviamento in stabilimento. La meccanica, se manca, la coordiniamo noi.

  • Si parte da quello che c’è

    Linea da rifare

    Una confezionatrice che salda ancora bene ma ha il controllo fuori produzione, una taglierina con azionamenti introvabili. Restano meccanica, motori e cavi di campo; cambiano PLC, pannello e gli azionamenti senza ricambi. Il quadro si prova prima a Mesero, con il suo software: in stabilimento resta da ricollegare e ripartire.

  • Il resto ce l’hai già

    Un pezzo solo del lavoro

    Hai un ufficio tecnico, o un fornitore per il resto, e ti manca una parte: lo schema di una riempitrice, il quadro di un tunnel di termoretrazione, il programma che legge la tacca. Facciamo quella, sul tuo progetto. Dove finisce il nostro lavoro e comincia il tuo lo scriviamo prima di partire.

Domande

Tacca, saldature, fermate, UL.

Sette domande da reparto. Le risposte sono quelle che daremmo a voce.

Usiamo film stampato. Lettura della tacca e centratura della stampa le fate voi?

Sì. La fotocellula legge la tacca dentro una finestra e il programma corregge il passo a ogni busta. Se la tacca manca per più buste di fila la macchina si ferma e lo scrive sul pannello. Finestra di lettura e lunghezza della busta stanno nella ricetta del formato.

Alziamo la cadenza e le saldature non tengono più. Dipende dal controllo?

In parte sì. Più buste al minuto vuol dire meno tempo a ganasce chiuse: se tempo e temperatura non seguono la velocità, la saldatura si apre. Nel programma il tempo di saldatura si lega alla cadenza e ogni barra ha la sua regolazione. Oltre il limite del film, però, non si va.

Abbiamo macchine di costruttori diversi che non si parlano. Si possono mettere in linea?

Sì. Fra una macchina e l’altra bastano pochi segnali (pronta, in marcia, accumulo pieno, arresto): li portiamo su un quadro di linea, o in rete dove le macchine lo permettono, con le velocità in cascata. Il pannello dice quale macchina ha fermato le altre; i programmi dei costruttori non si toccano.

Il PLC della confezionatrice non si trova più. Conviene rifare il controllo o cambiare macchina?

Dipende dalla meccanica. Se ganasce, traino e telaio sono sani, si cambiano controllo, pannello e azionamenti e la macchina riparte con le sue ricette. Se la meccanica è alla fine, te lo diciamo prima del preventivo. Quando il revamping conviene

Pezzi, scarti, fermate: si possono avere i dati senza chiederli all’operatore?

Sì. Il PLC conta confezioni buone e scarti e registra ogni fermata con la sua causa: film finito, inceppamento, attesa a valle, allarme. Sul pannello i dati si leggono per turno e per lotto. Così si vede se la linea perde più tempo nei fermi lunghi o nelle tante fermate da pochi secondi.

La macchina va in uno stabilimento negli Stati Uniti. Il quadro può essere UL?

Lo progettiamo e lo costruiamo secondo UL 508A e CSA, pronto per essere certificato. La certificazione la rilascia l’ente sul posto, nel paese in cui il quadro viene installato. Per l’Europa ogni quadro esce con la dichiarazione di conformità CEI EN 61439.

Dopo l’avviamento arriva un film diverso, o un formato nuovo. Dobbiamo richiamarvi?

Non sempre: di solito un formato nuovo si aggiunge come ricetta, dal pannello. Se serve mettere mano al programma ci colleghiamo in teleassistenza da Mesero, quando la macchina è raggiungibile da remoto. L’assistenza del primo anno è compresa, e chi ti risponde è la persona che ha scritto il programma.

Per scriverci

Dicci cosa esce dalla linea. E quanto ne deve uscire.

  1. Il prodotto: film, etichetta, busta o bancale, con misure e formati.

  2. La cadenza: metri o pezzi al minuto, quelli di oggi e quelli che servono.

  3. La macchina, se c’è già: marca, anno e il quadro fotografato a porte aperte.

Scheda del film, foto, disegni: nel modulo c’è posto per gli allegati. Un tecnico risponde entro 1–2 giorni lavorativi.