Lista punti aperti Linea di estrusione · SAT · rev. 3

14 aperti

  • 01 Fotocellula ingresso invertita (DI 12.4) Ferma il carico D&D aperto chiuso
  • 02 Drive asse 2: enable senza feedback Blocco in ripartenza D&D aperto chiuso
  • 03 Trasduttore pressione: fondo scala errato Misura fuori range D&D aperto chiuso
  • 04 Fungo di emergenza zona 3 non cablato Sicurezza Cliente aperto chiuso
  • 05 Encoder svolgitore: verso di conteggio Lunghezza errata D&D aperto chiuso
  • 06 Sequenza di reset dopo emergenza Riavvio manuale D&D aperto chiuso
  • 07 Ricetta 4: preriscaldo a zero Scarto prodotto Cliente aperto chiuso
  • 08 Allarme livello olio senza testo Diagnosi lenta D&D aperto chiuso
  • 09 Nodo Profinet 14 intermittente Fermi casuali D&D aperto chiuso
  • 10 Muting barriera ottica non provato Sicurezza D&D aperto chiuso
  • 11 Termostato quadro tarato a 55 °C Allarmi in estate D&D aperto chiuso
  • 12 Targhette morsettiera zona pompe Manutenzione D&D aperto chiuso
  • 13 Backup HMI non allineato alla 2.4 Ripristino D&D aperto chiuso
  • 14 Taratura cella di carico con peso campione Precisione Cliente aperto chiuso
Proprietario · 11 D&D · 3 cliente Nessun punto aperto

Esempio di lista punti aperti, nella forma in cui la teniamo in campo · i dati non appartengono a una commessa reale

Collaudo e start-up · dal 1996

Il collaudo finisce
quando la lista è vuota.

Tutto quello che non torna finisce su una riga: cosa non va, quanto pesa, chi la chiude. La linea parte quando quella lista è a zero, non quando è arrivata la data.

Risposta tecnica in 1–2 giorni lavorativi · Nessun impegno

Scorri: la lista si svuota

Realtà che si sono affidate a noi

FAT e SAT

Lo stesso quadro,
provato due volte.

In officina si prova tutto quello che si può provare senza il processo. In stabilimento resta solo quello che il processo deve dire.

Ricostruzione 3D: il quadro elettrico ad ante aperte, ancora sulle ruote. A sinistra, su uno sgabello, la cassetta di simulazione collegata alle morsettiere; a terra il cavo dell’alimentazione provvisoria con la sua spina; a destra un carrello con il portatile, collegato al PLC dal cavo di rete, e un multimetro.
FAT · Mesero, banco prova

Qui i segnali sono simulati.

  • Alimentazione provvisoria, portatile collegato al PLC, una cassetta di levette al posto del campo.
  • Protezioni, sicurezze, comandi e pagine operatore si verificano qui.
  • Quello che non torna si corregge dove abbiamo banco, ricambi e schemi.
Ricostruzione 3D: lo stesso quadro, nella stessa inquadratura, in stabilimento. Ante aperte, piedi fissati a pavimento al posto delle ruote; i cavi di campo arrivano in una passerella a filo e sono attestati alle morsettiere; a sinistra un motoriduttore collegato con il suo cavo di potenza.
SAT · In stabilimento, sulla linea

Qui i segnali sono veri.

  • Il quadro è fissato a pavimento e si collega il campo: motori, sensori, valvole, rete.
  • Quello che resta finisce sulla lista, con un nome e una data.

Al FAT si risparmiano giornate.
Al SAT si risparmia fermo linea.

Il collaudo

Trecentotrentasei segnali.
Uno per uno.

Un ingresso può essere invertito, un analogico fuori scala, un drive abilitato senza ritorno. A banco sono dieci minuti, in campo sono ore.

Ogni quadrato è un segnale

336 su 336 provati

Si forza il campo e si guarda il PLC. Se il bit non cambia, il problema non è nel software.

DI 12.4 fotocellula ingresso. Atteso 1, letto 0. Il segnale arriva invertito.

DI 12.4 corretto in morsettiera. Riprovato, chiuso. In campo sarebbero state due ore e una linea ferma.

336 provati, 336 tornati. Da qui in poi si può parlare di avviamento.

Ricostruzione 3D: la cassetta di simulazione da vicino. Una fila di levette siglate da DI 12.1 a DI 12.7: solo la DI 12.4 è alzata e il suo LED è acceso.

Dal campo al PLC

Ogni ingresso.

Una levetta fa la parte del sensore. Se il bit resta fermo, il problema è fra cavo, morsetto e alimentazione.

Ricostruzione 3D: i due puntali di un multimetro sui morsetti della morsettiera -X1; il display segna «24.0 V» in continua.

Dal PLC al campo

Ogni uscita.

Si comanda dal PLC e si misura al morsetto. Deve muoversi la cosa giusta: quel contattore, quella valvola, quella spia, non una vicina.

Ricostruzione 3D: un calibratore di loop collegato con due coccodrilli ai fili di un trasmettitore di pressione; il display segna «12.00 mA», metà scala.

Con lo strumento

Ogni analogico.

Zero e fondo scala. Un 4–20 mA tarato male non si vede finché non sbaglia il prodotto, e allora è già scarto.

Start-up

«Gira» non vuol dire
«produce».

Una macchina può fare il ciclo a vuoto e fermarsi al primo cambio formato. L’avviamento finisce quando la linea fa il prodotto, alla cadenza giusta, con chi la usa tutti i giorni.

Ricostruzione 3D: lo stesso quadro in marcia. Ante chiuse, fissato a pavimento, cavi di campo collegati; sul tetto la colonnina luminosa con il verde acceso; a sinistra il motoriduttore.
Lo stesso quadro, provato due volte. Adesso è chiuso, e lavora.
  • Con il materiale vero

    Finché non passa
    il materiale, il ciclo
    è un’ipotesi.

    Il prodotto reale scopre quello che l’aria non scopre: tiri, temperature, tempi di assestamento, scarto di avvio.

  • Alla cadenza vera

    8 ore
    di fila.

    Un ciclo isolato riesce quasi sempre, otto ore di fila no: escono i termici, le tempistiche al limite, i falsi allarmi e i pezzi che si accumulano dove nessuno aveva guardato.

  • Con chi ci lavora

    Una linea che sanno
    usare in due
    si ferma in due.

    La mostriamo a chi resta in turno, non solo a chi ha seguito il progetto.

Il servizio

Quando la linea parte,
non spariamo.

La parte che non sta nel preventivo: cosa succede il giorno dopo che il verbale è firmato.

Le prime ore

Restiamo finché produce da sola.

Le guardiamo insieme: è lì che escono le ultime cose.

Il primo anno

L’assistenza è gratuita.

Chiami quando serve, senza chiederti quanto costa la domanda.

Sempre

Rispondiamo sempre.

A chi ha acquistato da noi, tutti i giorni.

+39 02 97289083

Se l’impianto ha un accesso remoto sicuro e autorizzato, buona parte delle verifiche dopo l’avviamento le facciamo da Mesero, senza aspettare un viaggio. Com’è fatta la teleassistenza

La consegna

Cosa resta in mano
quando andiamo via.

Non un raccoglitore da archiviare: le cose che servono la prima volta che la linea si ferma e noi non siamo lì.

Ricostruzione 3D: sul banco il verbale di collaudo, il report I/O, la lista punti aperti chiusa, il disco del backup, le note operative e gli schemi as-built.
  • Il verbale di collaudo.

    Cosa è stato provato, con esito, data e firma di chi era presente.

  • Il report I/O.

    Ogni segnale, il suo indirizzo, il valore atteso e quello letto.

  • La lista punti aperti.

    Le righe chiuse, con la data e chi le ha chiuse. Comprese quelle del cliente.

  • I backup.

    PLC, HMI, drive e parametri: la versione rimasta in macchina, con la data sopra.

  • Le note operative.

    Allarmi, reset, limiti, cambio ricetta: cosa deve sapere chi ci lavora in turno.

  • Gli schemi as-built.

    Aggiornati con le modifiche fatte in campo, non quelli di partenza.

Tutto in un formato leggibile anche fra dieci anni, senza dover richiamare noi per aprirlo. Gli schemi li rifacciamo noi quando la modifica è nostra: come sono fatti.

Il primo passo

Hai una data?
Partiamo da quella.

Dicci quando la linea deve produrre e cosa c’è da collaudare. Ti diciamo cosa conviene provare a banco, cosa si può provare solo in campo e quante giornate servono davvero.

Pianifica il collaudo

Legge un tecnico, e la prima risposta arriva in 1–2 giorni lavorativi.

Sei già in avviamento e la linea è ferma? Chiama il +39 02 97289083: è il caso in cui conviene saltare il modulo. Oppure scrivi a info@dedautomazione.it.